Caso Di Ielsi-Di Vita, domani a Pietracatella il sopralluogo degli specialisti del Robert Koch Institut
Domani mattina alle 9 gli esperti tedeschi e gli investigatori del BKA faranno ingresso nell'abitazione di via Risorgimento dove la Procura di Larino ritiene sia stata somministrata la ricina. Le operazioni saranno coordinate con la Squadra Mobile di Campobasso.

Domani mattina, a partire dalle ore 9, gli specialisti del Robert Koch Institut di Berlino e gli investigatori del Bundeskriminalamt (BKA) faranno ingresso nell'abitazione di via Risorgimento a Pietracatella, per il sopralluogo considerato uno dei passaggi decisivi dell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute tra il 27 e il 28 dicembre dello scorso anno in seguito all'ingestione di ricina.
L'immobile, secondo la ricostruzione della Procura di Larino, sarebbe il luogo in cui la tossina è stata somministrata alle due donne. Per la prima volta gli esperti tedeschi potranno lavorare direttamente sul posto, alla ricerca di tracce residue della sostanza o di elementi riconducibili alla sua manipolazione su arredi, superfici, suppellettili, indumenti e qualunque altro materiale ritenuto utile.
Il Robert Koch Institut è un centro di riferimento internazionale nello studio della ricina, una sostanza sulla quale in Italia la casistica investigativa è praticamente inesistente. Proprio per questo la Procura, coordinata dal pubblico ministero Elvira Antonelli, ha accolto la collaborazione delle autorità tedesche, che opereranno fianco a fianco con la Squadra Mobile di Campobasso, al lavoro ormai da sette mesi.
Per non compromettere il contraddittorio, l'autorità giudiziaria ha autorizzato indagati, persone offese, difensori e consulenti tecnici a seguire le operazioni da remoto, attraverso un collegamento predisposto dalla Procura. Non è escluso che l'attività richieda più di una giornata: l'estensione dell'immobile e la complessità degli accertamenti potrebbero rendere necessari ulteriori accessi nei giorni successivi.
I risultati dei rilievi saranno incrociati con le analisi già in corso nei laboratori di Berlino sui circa settanta reperti alimentari sequestrati nell'abitazione, sui campioni biologici e sul resto del materiale acquisito. In questi mesi la Squadra Mobile ha ascoltato oltre duecento persone informate sui fatti e ha passato al setaccio le ultime giornate di vita delle vittime: spostamenti, contatti, abitudini alimentari, relazioni personali.
Le consulenze tossicologiche finora depositate collocano l'ingestione della ricina tra il 23 e il 24 dicembre, con ogni probabilità attraverso un alimento o una bevanda contaminati. Una circostanza che, per gli inquirenti, esclude l'ipotesi di un'assunzione accidentale.
Nelle prime settimane dopo i decessi, l'idea di una tragica fatalità o di un veleno non destinato alle due donne era circolata anche in paese, ed era stata rilanciata pubblicamente pure da alcuni esponenti della famiglia Di Vita. Con il passare dei mesi e l'affinarsi del quadro investigativo, quella lettura si è progressivamente affievolita: oggi, secondo fonti vicine alla comunità di Pietracatella, è sempre più diffusa la convinzione che Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita siano state vittime di un omicidio pianificato.
La famiglia di Antonella Di Ielsi non ha mai messo in discussione questa ipotesi, chiedendo sin dal principio che la magistratura accertasse la verità senza condizionamenti. Domani la scienza farà dunque tappa nell'abitazione di via Risorgimento per cercare ciò che potrebbe essere rimasto invisibile finora: da quei campioni la Procura conta di ottenere uno degli ultimi tasselli del quadro probatorio.
Potrebbe interessarti anche
- Agli arresti domiciliari con i genitori, evade e finisce in carcere
- Isernia, 26enne aggredisce i carabinieri chiamati per ragazze minacciate: arrestato ed espulso
- Diabete, in bici da Milton Keynes a Somma Vesuviana: tappa a Campobasso
- GTM Termoli, Uiltrasporti: «Lavoratori senza contratto integrativo da due anni»
- Bosco Faiete, il Comune di Campobasso chiede la tutela dell'oasi
- Sanità, Primiani attacca la Giunta del Molise: «Ingiustificabile la proroga a Di Santo»
