M5S: «Bilancio basato su dati falsi». Scontro in Consiglio su Di Santo e fondi fantasma
Il Movimento 5 Stelle accusa: bilancio regionale basato su dati falsi, disavanzo sanitario di 43 milioni e rinnovo del direttore generale Asrem senza trasparenza.

«Il bilancio approvato è basato su dati falsi». L'accusa arriva dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Greco, che insieme al collega Angelo Primiani ha portato in Consiglio regionale il caso del rinnovo di Giovanni Di Santo alla guida dell'Asrem e dei conti sanitari in rosso.
Nel 2025, ha spiegato Greco, la sanità molisana ha accumulato un nuovo disavanzo di 43 milioni di euro, che sale a oltre 70 milioni se si considerano le tasse extra pagate dai cittadini per il rientro dal debito. «Nonostante questi numeri, confermati anche dall'assessore al Bilancio, Gianluca Cefaratti, la Giunta regionale ha comunque rinnovato l'incarico al direttore generale Asrem Giovanni Di Santo, che quei conti doveva migliorare, senza specificare quali obiettivi avesse raggiunto come previsto per legge, a pena di decadenza».
Sul fronte dei fondi statali, Greco ha ricordato che i 90 milioni promessi dal Governo non sono mai stati sbloccati perché i commissari non hanno approvato il piano operativo sanitario. La Regione ha comunque iscritto in bilancio la prima tranche da circa 45 milioni. La presidenza del Consiglio dei ministri, ha riferito, ha chiarito che «quei soldi non sono nelle disponibilità della Regione che quindi non poteva conteggiarli, non poteva iscriverli in bilancio». Il Bilancio di previsione 2026-2028, che si fonda anche su quelle somme, avrebbe dovuto essere corretto entro il 31 luglio 2026, ma l'operazione non è stata fatta.
Primiani ha definito la proroga di Di Santo una «scelta politica ben precisa: il presidente Roberti parla di continuità e di valutazione positiva, e lo fa senza offrire alcun dato davvero trasparente a sostegno». Il consigliere ha poi avvertito che «sono a rischio anche i 45 milioni di euro di contributo statale legati alla sanità» e ha accusato il Consiglio regionale di essere «totalmente proiettato alle vacanze estive piuttosto che all'enorme lavoro che c'è da svolgere per risollevare questa terra».
Greco è tornato sulla pressione fiscale: «I cittadini pagano le aliquote più alte d'Italia, superiori al massimo consentito dalle norme nazionali, un sopruso che impoverisce migliaia di persone senza garantire loro servizi sanitari migliori». E ha attaccato la comunicazione della Giunta: «Il decreto Molise non è mai esistito, i 90 milioni promessi non sono mai arrivati mentre Roberti e Cefaratti hanno iscritto in bilancio somme che oggi non ci sono, quindi hanno presentato al Consiglio e ai molisani un bilancio sballato nei numeri, falso».
Primiani ha chiuso con una sintesi: «si 'salva' Di Santo, ma non si salvano i molisani, che continuano a pagare il prezzo di una gestione opaca e assolutamente inefficace».
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